Quadreria

Ritratto della benefattrice Teresa Manzoli dipinto da Giuseppe Strazza nel 1871. La benefattrice è ritratta seduta, nell'atto di sfogliare un album fotografico di famiglia.

L'antica consuetudine del ritratto gratulatorio, in uso anche presso altre istituzioni assistenziali e caritatevoli milanesi, prevedeva che l'ente beneficiato omaggiasse con un ritratto la memoria del donatore. Tale pratica venne adottata fin da subito anche presso l'Istituto dei Ciechi di Milano per volontà del suo fondatore Michele Barozzi. In un primo momento la realizzazione dei dipinti venne affidata quasi esclusivamente a Francesco De Magistris, al quale si deve anche il più antico dipinto della quadreria, realizzato nel 1843 e raffigurante lo stesso fondatore dell’Istituto insieme ai primi due allievi.

Nel corso del tempo la cerchia degli artisti incaricati andò ampliandosi, coinvolgendo esponenti di punta delle tendenze artistiche dell’epoca, alcuni dei quali collaboravano contemporaneamente con altre istituzioni milanesi similari, dall’Ospedale Maggiore alla Congregazione di Carità, dal Pio Albergo Trivulzio all’Ospedale Fatebenefratelli.

Tra gli artisti presenti figurano Giuseppe Strazza, Giuseppe Penuti, Angelo Trezzini, Carlo Cressini, Ferdinando Brambilla, Luigi Bianchi, Sebastiano De Albertis, Enrico Crespi, Emilio Magistretti, Amerino Cagnoni, Camillo Rapetti, Riccardo Galli, Giacomo Bosis, Pietro Gaudenzi, Augusto Colombo, Umberto Lilloni.

L’arco cronologico della quadreria, composta da oltre 200 opere, si estende dal 1843 al 1968, anno che vede l’interruzione della pratica del ritratto gratulatorio.

Sede

Dal 1840 ad oggi l’Istituto dei Ciechi di Milano ha conosciuto diverse sedi, corrispondenti alle differenti tappe della sua lunga storia.

Le prime sedi presso le Pie Case d’industria di San Vincenzo e di San Marco, pur adatte a garantire il ricovero e il buon mantenimento degli ospiti,si rivelarono presto insufficientemente attrezzate per affrontare le esigenze dei giovani non vedenti.

Seguì pertanto nel 1855 l’acquisto di un palazzo in corso di Porta Nuova, destinato alla creazione di un moderno convitto.

Nel 1892 l'Istituto cambiava nuovamente sede per trasferirsi nel palazzo di via Vivaio, dell’architetto Giuseppe Pirovano.
L’Istituto poté così sviluppare appieno le sue attività e adempiere alle molteplici funzioni di accoglienza, istruzione, formazione e avviamento professionale dei non vedenti, diventando nel corso degli anni un fondamentale punto di riferimento nel panorama nazionale in ambito pedagogico e tiflologico.

Da allora l'Istituto si trova in una prestigiosa area nel centro di Milano, a testimonianza del forte legame con la città che da sempre ne segue la vita e le attività.

Il patrimonio culturale dell'Istituto

L’Istituto dei Ciechi di Milano possiede un ricco patrimonio costituito da centinaia di opere d’arte, dipinti e sculture, entrati a far parte della raccolta dell'Istituto tramite donazioni e lasciti di benefattori, che nel corso dei secoli ne hanno sostenuto l’opera educativa e assistenziale.

Parallelamente all’ampliarsi delle collezioni d’arte, l’Istituto ha adottato una politica di conservazione del patrimonio storico che ha permesso di salvaguardare documenti, fotografie e strumenti didattici che testimoniano e raccontano l’attività dell’Istituto dall’anno della fondazione nel 1840 ai nostri giorni.

Accanto al ricchissimo archivio storico, interamente ordinato ed inventariato, l’Istituto conserva infatti un prezioso fondo fotografico e ha recentemente inaugurato il Museo Louis Braille, unico in Italia nel suo genere.

La varietà e la ricchezza dei beni storico-artistici conservati dall’Istituto ne fa un patrimonio culturale di inestimabile valore, fonte di notizie e inedite testimonianze per la storia dell’arte, della società milanese, della beneficenza, oltre che della storia della tiflologia.

L’Istituto dei Ciechi di Milano possiede un ricco patrimonio costituito da centinaia di opere d’arte, dipinti e sculture, entrati a far parte della raccolta dell'Istituto tramite donazioni e lasciti di benefattori, che nel corso dei secoli ne hanno sostenuto l’opera educativa e assistenziale.

Parallelamente all’ampliarsi delle collezioni d’arte, l’Istituto ha adottato una politica di conservazione del patrimonio storico che ha permesso di salvaguardare documenti, fotografie e strumenti didattici che testimoniano e raccontano l’attività dell’Istituto dall’anno della fondazione nel 1840 ai nostri giorni.

Accanto al ricchissimo archivio storico, interamente ordinato ed inventariato, l’Istituto conserva infatti un prezioso fondo fotografico e ha recentemente inaugurato il Museo Louis Braille, unico in Italia nel suo genere.

La varietà e la ricchezza dei beni storico-artistici conservati dall’Istituto ne fa un patrimonio culturale di inestimabile valore, fonte di notizie e inedite testimonianze per la storia dell’arte, della società milanese, della beneficenza, oltre che della storia della tiflologia.

 

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La valorizzazione del patrimonio culturale dell’Istituto dei Ciechi è stata realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariplo.


Le pagine del sito dedicate ai Beni Culturali sono state realizzate a seguito di un lavoro di schedatura del patrimonio culturale condotto da esperti dei diversi settori: Sergio Rebora per la Quadreria, Sergio Rebora e Paolo Vanoli per le Opere d’arte diverse, Paola Bonanomi per il Museo Louis Braille, Maria Canella ed Enrica Panzeri per l’Archivio Storico, Paola Bianchi e Maddalena Cerletti per l’Archivio Fotografico, Marzia Borgonovo per la Biblioteca.

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