Patrimonio culturale

La storia dell'Istituto dei Ciechi di Milano affonda le sue radici nella prima metà dell'Ottocento, quando Michele Barozzi, già direttore delle Pie Case d'Industria e di Ricovero, venne incaricato della realizzazione a Milano di un "istituto d'educazione per i poveri ciechi". Nel 1840 l'Istituto apriva così le sue porte e da allora non ha mai smesso di svolgere la sua attività di ricerca, sostegno e assistenza ai non vedenti. A Michele Barozzi, che resse l'Istituto fino al 1867, succedettero illustri presidenti e direttori che proseguirono l'opera del fondatore, tra i quali figurano Sebastiano Mondolfo (1795-1873), Francesco Zirotti (1807-1881), Luigi Vitali (1836-1919), Pietro Stoppani (1865-1941).

Già a partire dal 1864, l'Istituto adottò il codice Braille promuovendone la diffusione, dotandosi di un laboratorio tipografico specializzato in pubblicazioni musicali, e sostenendo l'invnenzione e il miglioramento di strumenti tiflologici che agevolassero i non vedenti nella scrittura Braille. Accanto all'educazione e alla fromazione culturale degli allievi, l'Istituto dei Ciechi favorì la formazione professionale e l'avviamento al lavoro manuale, ritenendo che il lavoro fosse di estrema importanza non solo per il raggiugimento dell'independenza economica e dell'autonomia del non vedente, ma anche fondamentale opportunità di riscatto e d'integrazione sociale.

L’Istituto dei Ciechi di Milano, nell'attuale sede del 1892 in Via Vivaio 7 a Milano, possiede un ricco patrimonio costituito da centinaia di opere d’arte, dipinti e sculture, entrati a far parte della raccolta dell'Istituto tramite donazioni e lasciti di benefattori, che nel corso dei secoli ne hanno sostenuto l’opera educativa e assistenziale. Parallelamente all’ampliarsi delle collezioni d’arte, l’Istituto ha adottato una politica di conservazione del patrimonio storico che ha permesso di salvaguardare documenti, fotografie e strumenti didattici che testimoniano e raccontano l’attività dell’Istituto dall’anno della fondazione nel 1840 ai nostri giorni.

Accanto al ricchissimo archivio storico, interamente ordinato ed inventariato, l’Istituto conserva infatti un prezioso fondo fotografico e ha recentemente inaugurato il Museo Louis Braille, unico in Italia nel suo genere. La varietà e la ricchezza dei beni storico-artistici conservati dall’Istituto ne fa un patrimonio culturale di inestimabile valore, fonte di notizie e inedite testimonianze per la storia dell’arte, della società milanese, della beneficenza, oltre che della storia della tiflologia.

 

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tel. 0277226224

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