Il fondatore Michele Barozzi


Michele Barozzi, già direttore delle Pie Case d'Industria e di Ricovero di Milano, venne incaricato nel 1836 della realizzazione a Milano di un “istituto d’educazione per i poveri ciechi”. L’Istituto venne fondato nel 1840 e Michele Barozzi ne fu il direttore fino al 1867.

Michele Barozzi si dedicò con passione alla ricerca tiflopedagogica, al fine di assicurare gli strumenti e le tecniche più efficaci per l’istruzione dei non vedenti. Per approfondire le sue conoscenze in questo campo si recò presso gli istituti europei di Vienna, Monaco e Parigi, con i quali riuscì a intessere rapporti di scambio e amicizia. Sensibile alle problematiche dell’insegnamento riteneva “che i ciechi non potessero essere istruiti nello stesso modo che gli altri fanciulli” ed esprimeva la necessità che il maestro dovesse “prima d’ogni altra cosa farsi scolaro egli stesso del proprio discepolo per guidarlo più prontamente allo sviluppo delle sue facoltà intellettuali e delle stesse sue idee”.

Negli anni in cui fu alla guida dell’Istituto Michele Barozzi si prodigò per la ricerca di mezzi e metodi che potessero agevolare la scrittura e la lettura dei non vedenti, tenendosi in contatto continuo con altri istituti e con singoli inventori meccanici. Sempre a lui si deve l’invenzione di alcuni modelli di macchina da scrivere che consentivano di stampare contemporaneamente in rilievo e in nero.


 

Scheda tecnica:

Scheda 1
Michele Barozzi, Progetto per la fondazione di un istituto per ciechi in Milano
1836

Immagine:

Documento del progetto di Michele Barozzi per la fondazione di un istituto per ciechi in Milano del 1836.

Descrizione:

Progetto redatto da Michele Barozzi per l’apertura a Milano di un Istituto dei Ciechi, presentato nel maggio 1836 alla commissione degli enti di beneficenza cittadini. La commissione, composta tra gli altri dai conti Mellerio, Greppi, Della Somaglia e dal cavalier Bellani, approvò il progetto dando avvio alla costituzione dell’Istituto.


 

Scheda tecnica:

Scheda 2
Francesco de Magistris, Ritratto di Michele Barozzi
1843
olio su tela
cm 168,5 x 127,5

Immagine:

Dipinto del pittore Francesco de Magistris raffigurante il ritratto di Michele Barozzi, 1843.

Descrizione:

La tela raffigura Michele Barozzi insieme ai primi due ospiti dell’Istituto: Giuseppe Fabbrica e Antonietta Banfi. I due allievi portano in mano rispettivamente un punzone e una tavoletta per la scrittura a mano, simboli dell’educazione ricevuta all’Istituto dei Ciechi di Milano. Il dipinto, commissionato a Francesco De Magistris da Luigi Barozzi fratello di Michele, venne presentato nel 1843 all’Esposizione di Belle Arti nel Palazzo di Brera e poi conservato nella sede dell’Istituto insieme alla quadreria.

 


 

Scheda tecnica:

Scheda 3
Johann Wilhelm Klein, Caratteri usati per il metodo a stampa ideato da Johann Wilhelm Klein, fondatore dell’Istituto dei ciechi di Vienna
1804

Immagine:

Cassetta contenente i caratteri usati per il metodo a stampa ideato da Johann Wilhelm Klein.

Descrizione:

Il 15 luglio 1841 Michele Barozzi prese un mese e mezzo di ferie “per visitare i principali Stabilimenti d’industria e di ricovero della Monarchia ed anche della Baviera”, includendo nell’itinerario l’istituto dei ciechi di Monaco e naturalmente quello di Vienna, fondato nel 1804 da Johann Wilhelm Klein. Qui rimase impressionato dalla prodigiosa preparazione dimostrata dai giovani allievi del Blindeninstitut viennese “in tutto ciò che vi ha di più difficile nell’umano sapere”.


 

Scheda tecnica:

Scheda 4
Macchina da scrivere ideata da Michele Barozzi
1847

Immagine:

Macchina da scrivere ideata da Michele Barozzi nel 1847.

Descrizione:

Michele Barozzi si dedicò all’invenzione di nuove macchine da scrivere che consentissero di stampare contemporaneamente in rilievo e in nero, come quella del parigino Foucault, ma con caratteri normali. La prima macchina da scrivere ideata da Michele Barozzi nel 1847 funzionava a punzoni metallici che lasciavano l’impronta sopra una carta speciale oleosa annerita con polvere di grafite. La ricerca delle lettere si velocizzava con il continuo esercizio.


 

Scheda tecnica:

Scheda 5
Macchina da scrivere ideata da Michele Barozzi
1848

Immagine:

Macchina da scrivere ideata da Michele Barozzi nel 1848.

Descrizione:

Nel 1848 Barozzi fece costruire una seconda macchina da scrivere, che fu premiata dal giurì dell’Esposizione di Londra con una medaglia di seconda classe. Essa funzionava per mezzo di un disco riportante in rilievo le comuni lettere maiuscole e minuscole. Questo dispositivo a disco facilitava la ricerca delle lettere e la loro sistemazione al punto di impressione. La stampa avveniva su carta oleosa coperta da grafite in polvere.


 

Scheda tecnica:

Scheda 6
Pompeo Marchesi, Busto di Michele Barozzi
1856
marmo
cm 93 x 51 x 34

Immagine:

Busto in marmo di Michele Barozzi, opera dello scultore Pompeo Marchesi, 1856

Descrizione:

Come attesta l’epigrafe, il ritratto a mezzo busto in marmo venne commissionato e donato all’Istituto da Sebastiano Mondolfo. L’intraprendente benefattore l’aveva commissionato allo scultore Pompeo Marchesi. L’effigie di Michele Barozzi, insieme a quella di Francesco Zirotti, Sebastiano Mondolfo e Luigi Vitali, accoglie il visitatore nell’atrio di ingresso dell’Istituto.

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