L'insegnamento della musica


L’insegnamento della musica venne introdotto fin da subito nel corso di studi dell’Istituto, sia come momento ricreativo che come occasione di avviamento professionale. Nel passato infatti la musica rappresentò per i non vedenti una delle principali opportunità lavorative.

Fu in particolare con il rettorato di Luigi Vitali che si assistette a un potenziamento dell’insegnamento della musica, applicato sia agli strumenti a corde e a fiato che al canto corale.
Luigi Vitali non solo promosse l’organizzazione di concerti all’interno dell’Istituto, alla presenza delle autorità cittadine, ma portò l’orchestra dell’Istituto in diverse città italiane e straniere, quali Londra e a Parigi, dove gli allievi dell’Istituto si recarono nel 1881, e Torino, dove l’orchestra si esibì nel corso dell’Esposizione Italiana del 1884.

L’educazione musicale impartita agli allievi più dotati ottenne come risultato non solo un grande numero di diplomati presso i conservatori e le scuole musicali di Milano, Parma, Bologna, Bergamo, Genova, Trieste, ma anche l’occupazione di allievi ciechi come organisti in numerose parrocchie milanesi e lombarde, come pianisti in scuole da ballo, ristoranti, alberghi, cinematografi, nonché come accordatori e di allieve cieche come accompagnatrici musicali presso case religiose, orfanotrofi e asili.


 

Scheda tecnica:

Scheda 1
Particolare del grande organo da concerti in sala Barozzi
1902

Immagine:

Particolare del grande organo da concerti al primo piano della sala Barozzi.

Descrizione:

La centralità della musica nella vita dell’Istituto è riscontrabile nella stessa struttura architettonica dell’edificio. Il salone dei concerti si trova infatti al centro dell’intera struttura, facilmente raggiungibile sia dalle diverse ali dell’Istituto che dall’esterno, in occasione dei concerti aperti al pubblico. La sala di notevoli dimensioni è dotata di un grande organo, sul quale si esercitarono, nel corso della sua lunga storia, numerosi allievi dell’Istituto alcuni dei quali divenuti importanti musicisti.


 

Scheda tecnica:

Scheda 2
Lezione di solfeggio tenuta dal maestro cieco Ambrogio Peliosanto
1905

Immagine:

Fotografia del 1905 raffigurante una lezione di solfeggio tenuta dal maestro cieco Ambrogio Peliosanto.

Descrizione:

Presso l’Istituto dei Ciechi di Milano si formarono numerosi degli insegnanti di musica della scuola dell’ente. Era infatti consuetudine che alcuni allievi, i più dotati, entrati da fanciulli in istituto, vi rimanessero in qualità di insegnanti almeno per il primo biennio. Questa preferenza era sicuramente dettata dalla capacità di usare più agevolmente i metodi di scrittura e per la dedizione e l’atteggiamento sensibile e paziente.


 

Scheda tecnica:

Scheda 3
Palmira Vaghi, allieva dell’Istituto e in seguito maestra d’arpa, durante l’esecuzione di un brano musicale
1910

Immagine:

Fotografia dei primi decenni del ventesimo secolo raffigurante Palmira Vaghi, allieva e poi insegnante dell'Istituto, mentre suona l'arpa.

Descrizione:

Il 29 settembre 1965 il cavalier Umberto Trani, consigliere dell'Istituto dei Ciechi, effettuò un'oblazione ammontante a un milione di lire all'ente in memoria della moglie Palmira Vaghi, scomparsa il 28 novembre 1962, professoressa di arpa presso l'Istituto stesso.


 

Scheda tecnica:

Scheda 4
Emilj Probonci, Ritratto di Palmira Vaghi Trani
1966
olio su tela
cm 145 x 95

Immagine:

Dipinto raffigurante il ritratto di Palmira Vaghi Trani, opera del pittore Emilj Probonci, 1966

Descrizione:

Il 16 ottobre 1965 il Consiglio deliberò di riservare alla defunta Palmira Vaghi l'onoranza del ritratto gratulatorio “a testimonianza dei suoi meriti eccezionali e in riconoscimento del prezioso apporto ai problemi dell'Istituto all'illuminato consiglio del cavalier Trani”.


 

Scheda tecnica:

Scheda 5
Guido Crepax, Copertina del disco I bis di Alberto Mozzati
1971

Immagine:

Copertina del disco “I bis di Alberto Mozzati” con un disegno grafico raffigurante il suo pianoforte, 1971

Descrizione:

Alberto Mozzati, ammesso all'Istituto dopo aver perso la vista all'età di 3 anni, dimostrò da fin da subito una grande passione per lo studio della musica. Sotto la guida del maestro Emilio Schieppati ottenne nel 1938 il diploma in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. La carriera di concertista e la raggiunta fama internazionale non lo allontanarono mai completamente dall'insegnamento, che esercitò per oltre trent’anni presso l'Istituto e presso i conservatori di Milano e Parma.


 

Scheda tecnica:

Scheda 6
Il mestiere dell’accordatore, Allievi della Scuola per Accordatura
1975

Immagine:

Allievi della Scuola per Accordatura fotografati durante un momento di lavoro, 1975 circa

Descrizione:

“Quando l’accordatore sta davanti allo strumento scordato, l’occhio conta poco; è un paziente girar di chiavi con le mani, è un palpeggiare delicato delle corde; la parte principale è affidata all’attenzione acustica”. Con queste parole Pietro Stoppani descriveva il mestiere dell’accordatore, che consentiva agli allievi di trovare lavoro al di fuori dell’Istituto.

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