Opere d'arte diverse


Piramo e Tisbe, dipinto di Carlo Francesco Nuvolone databile intorno al 1645. Il dipinto raffigura Piramo disteso morente a terra e Tisbe inginocchiata presso di lui con gli occhi rivolti al cielo, mentre in una mano trattiene la spada usata dall'amante per togliersi la vita.

Le collezioni d’arte dell’Istituto comprendono un pregevole nucleo di dipinti giunti in prevalenza attraverso donazioni e lasciti dei benefattori, che in alcuni casi beneficiavano l’ente non solo delle opere d'arte di loro proprietà, ma anche del mobilio e degli arredi dei propri appartamenti.
La collezione è conservata nelle sale di rappresentanza e negli uffici amministrativi di via Vivaio. Attualmente comprende una quarantina di dipinti, databili tra il sedicesimo e il ventesimo secolo, e un gruppo marmoreo di Rizzardo Galli.

La raccolta eterogenea, per generi ed epoche rappresentate, comprende opere d’arte antica, come la piccola tela raffigurante San Pietro attribuibile alla scuola veneta del secondo Cinquecento e ascrivibile alla bottega di Paolo Veronese, due grandi tele seicentesche Piramo e Tisbe, attribuibile a Carlo Francesco Nuvolone, e Cefalo e Procri, di ambito lombardo, oggi collocate nella suntuosa sala Stoppani.

Tra le opere dell’Ottocento oltre a pregevoli dipinti figura il gruppo scultoreo in marmo di Rizzardo Galli Due mendicanti, che richiama il clima culturale dell’epoca caratterizzato da uno spiccato intento moralizzante nella scelta dei temi, ispirati alle vicissitudini delle classi più umili. Riconducibili all’esperienza del naturalismo lombardo sono le tele di Adele Martignoni mentre la tematica sentimentale ha un significativo esempio nel bel dipinto di Bartolomeo Giuliano L’attesa.


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