Michele Barozzi (1795-1867)

Francesco Giovanni Baldassarre Michele Barozzi nacque a Milano il 6 maggio 1795.
Nel 1811 venne accolto come “alunno” nella Ragioneria della Prefettura dell’Olona, dove avrebbe proseguito la sua carriera per oltre vent’anni.
Nel 1834 venne incaricato temporaneamente della direzione delle Pie Case d’Industria e di Ricovero di Milano, al fine di porre rimedio ai "gravi difetti ed abusi" rilevati dalla Delegazione Provinciale nella precedente gestione Pedroli. La straordinaria efficacia e incisività riformatrice da lui intrapresa in quei due anni, di cui si era compiaciuto personalmente anche il governatore Francesco von Hartig, venne premiata con la sua nomina stabile a direttore delle Pie Case di Industria, decretata dal viceré il 26 luglio 1836.
Nel 1836 Michele Barozzi venne coinvolto in quella che sarebbe diventata la grande avventura della sua vita. Nel maggio di quell’anno infatti il delegato provinciale Torriceni lo chiamò a partecipare alla commissione dei capi degli enti di beneficenza cittadini, incaricata di studiare l’introduzione a Milano di un Istituto di educazione per i poveri ciechi. In quell’occasione Michele Barozzi presentò un lungo e chiaro progetto operativo che venne approvato dalla commissione.
A causa della scarsità dei mezzi finanziari a disposizione venne decretata l’apertura dell’istituto all’interno della struttura delle Pie Case di Industria. Il progetto tuttavia poté essere realizzato solo tre anni dopo, a causa del verificarsi di un’epidemia di colera. Il 13 luglio 1840 l’Istituto dei Ciechi di Milano veniva attivato all’interno della Pia Casa d’industria di San Vincenzo, con l’accoglienza dei primi due giovani ospiti: Giuseppe Fabbrica e Antonietta Banfi.
Michele Barozzi si misurò fin da subito con la sfida tiflopedagogica: la ricerca delle modalità e delle tecniche più efficaci per istruire i non vedenti. Nel 1841 intraprese un lungo viaggio allo scopo di visitare i principali istituti europei, tra i quali l’istituto dei ciechi di Monaco e quello di Vienna, fondato nel 1804 da Johann Wilhelm Klein. Qui la prodigiosa preparazione “in tutto ciò che vi ha di più difficile nell’umano sapere” dimostrata dai giovani allievi del Blindeninstitut viennese convinse Michele Barozzi che “anche i ciechi possono fare quant’altri ciò che occorre nella famiglia degli uomini”.
Fu così che già nel 1842, sull’onda degli esempi d’oltralpe, cercò di introdurre a Milano il nouvelle procédé di Braille per la scrittura e la lettura dei testi e della musica.
Già provato da salute malferma Michele Barozzi morì di colera il 24 agosto 1867.