Quadreria

L'antica consuetudine del ritratto gratulatorio, in uso anche presso altre istituzioni assistenziali e caritatevoli milanesi, prevedeva che l'ente beneficiato omaggiasse con un ritratto la memoria del donatore. Tale pratica venne adottata fin da subito anche presso l'Istituto dei Ciechi di Milano per volontà del suo fondatore Michele Barozzi. In un primo momento la realizzazione dei dipinti venne affidata quasi esclusivamente a Francesco De Magistris, al quale si deve anche il più antico dipinto della quadreria, realizzato nel 1843 e raffigurante lo stesso fondatore dell’Istituto insieme ai primi due allievi.
Nel corso del tempo la cerchia degli artisti incaricati andò ampliandosi, coinvolgendo esponenti di punta delle tendenze artistiche dell’epoca, alcuni dei quali collaboravano contemporaneamente con altre istituzioni milanesi similari, dall’Ospedale Maggiore alla Congregazione di Carità, dal Pio Albergo Trivulzio all’Ospedale Fatebenefratelli.
Tra gli artisti presenti figurano Giuseppe Strazza, Giuseppe Penuti, Angelo Trezzini, Carlo Cressini, Ferdinando Brambilla, Luigi Bianchi, Sebastiano De Albertis, Enrico Crespi, Emilio Magistretti, Amerino Cagnoni, Camillo Rapetti, Riccardo Galli, Giacomo Bosis, Pietro Gaudenzi, Augusto Colombo, Umberto Lilloni.
L’arco cronologico della quadreria, composta da oltre 200 opere, si estende dal 1843 al 1968, anno che vede l’interruzione della pratica del ritratto gratulatorio.
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