Le sedi storiche


Dipinto raffigurante l'antica sede dell'Istituto presso Porta Nuova nel 1875 circa, opera di pittore lombardo anonimo.

L’Istituto dei Ciechi di Milano fu ufficialmente aperto per volere di Michele Barozzi il 13 luglio 1840 all’interno della Pia Casa d’industria di San Vincenzo, con l’accoglienza dei primi due ospiti: Giuseppe Fabbrica e Antonietta Banfi.

Già dopo pochi mesi, l’arrivo di altri fanciulli rendeva necessaria la ricerca di nuovi spazi e il 31 maggio 1841 l’Istituto traslocava nella più ampia Casa d’industria di San Marco.

L’ulteriore crescita del numero degli assistiti impose ben presto l’individuazione di una sede autonoma: fu così che grazie alla generosità del conte Sebastiano Mondolfo venne allestito in un palazzo di corso di Porta Nuova un moderno convitto, in grado di offrire ai giovani allievi non solo l’istruzione elementare, ma anche l’apprendimento della musica e delle arti manuali, in modo da favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro e l’inserimento sociale.

Nel 1877 venne istituito l’Asilo Mondolfo, in locali appositamente costruiti su un’area attigua al palazzo di Porta Nuova precedentemente occupata dal Collegio delle nobili vedove.
L'Asilo Mondolfo era destinato ad accogliere gli allievi che, una volta terminato il programma di insegnamento, necessitassero un ulteriore periodo di permanenza presso l'Istituto, al fine di migliorare la propria cultura intellettuale e artistica o di perfezionare la professione appresa.

Nel 1884 venne istituito in via Cernaia, con criteri di estrema modernità, il laboratorio Zirotti, destinato all’avviamento al lavoro dei ciechi poveri di età adulta.
Si trattava di una scuola di lavoro nella quale sia ex-allievi che non vedenti esterni all’Istituto potevano svolgere lavori adatti alle loro attitudini e capacità, ricevendo un'adeguata retribuzione.


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