Patrimonio


La sala del consiglio, oggi intitolata a Pietro Stoppani, in una fotografia del 1905 circa. Al centro il lungo tavolo del consiglio.

Il nucleo comprende le immagini relative al patrimonio dell’Istituto ed è a sua volta diviso in tre sezioni corrispondenti alle tre diverse tipologie di beni: la sede di via Vivaio, i monumenti funebri del Cimitero Monumentale, i dipinti dei benefattori.

Le immagini della sezione relativa alla sede di via Vivaio costituiscono una discreta testimonianza dei mutamenti di cui fu oggetto l’edificio, dai primi anni del Novecento ai giorni nostri. L’immagine più antica della sede di via Vivaio conservata in archivio risale al 1915: in essa è visibile oltre alla facciata principale e al lato destro dell’edificio, l'area circostante al palazzo, all’epoca molto poco edificata. Si conservano inoltre belle immagini degli anni Trenta che riproducono particolari degli esterni, come alcune fotografie del giardino che circonda il palazzo durante la stagione invernale (opera dello Studio fotografico Adolfo Ermini in corso Venezia a Milano) e dei cortili interni delimitati dagli eleganti portici (si veda ad esempio quella del “Cortile delle ragazze”). Si ricorda infine la serie di fotografie che documenta i danni subiti dall’edificio in seguito ai bombardamenti dell’agosto del 1943. Immagini più recenti, dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, sono quelle scattate da Mario Olivi (1952) e dallo Studio fotografico Farabola (1960 e 1970).

L’archivio possiede alcune significative fotografie, databili intorno agli anni Venti e Trenta del Novecento, relative agli ambienti interni dell’edificio, tra cui l’atrio d’ingresso e lo scalone principale, la sala Barozzi con il grande organo, la cappella, la sala Stoppani, oltre alle aule, i dormitori, la biblioteca, il museo didattico. Molte di queste fotografie sono opera di esecutore anonimo, le stampe firmate invece portano il timbro dello studio fotografico P. Sciaccaluga e figli di Milano. Per quasi tutti questi ambienti si conservano fotografie scattate in epoca successiva come quelle di Mario Olivi di Milano datate 1952 e 1953 e quelle degli anni Sessanta e Settanta dello Studio fotografico Farabola.

La sezione dedicata alle tombe monumentali è costituita da fotografie realizzate nel corso della campagna commissionata dall’Istituto in occasione della pubblicazione Luce su luce del 2003. Si tratta delle fotografie dei monumenti sepolcrali fatti edificare dallo stesso Istituto in ossequio alle disposizioni testamentarie di alcuni benefattori o di tombe di famiglia di cui l’Istituto ha ricevuto in carica la manutenzione.

Infine vi sono le riproduzioni fotografiche dei ritratti dei benefattori. Le fotografie, per la maggior parte diapositive di formato 10X12 cm, sono state realizzate nel corso di diverse campagne di documentazione del patrimonio artistico dell’Istituto.